villa anelli

Il Giardino

L’avventura di Villa Anelli ha inizio nel 1872, quando il notaio milanese Carlo Berzio, affascinato dal paesaggio del Lago Maggiore, crea a Oggebbio un raffinato giardino in stile romantico inglese. Il parco si sviluppa su terreni in pendenza con sentieri sinuosi, archi, fontane e scorci scenografici immersi nel verde. Dopo la sua morte, la proprietà passa alla famiglia Anelli, che conserva e arricchisce il patrimonio botanico. Già all’inizio del ’900 il giardino ospitava rare conifere, faggi piangenti, ciliegi da fiore, palme e bambù, esprimendo un gusto esotico e mediterraneo.
Negli anni ’50, grazie all’Ingegnere Sevesi e a un gruppo di esperti botanici, nasce qui la rinascita della coltivazione della camelia in Italia: una collezione oggi vasta e internazionale, che ha trasformato il giardino in un autentico paradiso botanico.

 
VILLA ANELLI

Le Origini

150 Anni di Storia

Il notaio ideò un impervio reticolo di sentieri tortuosi, delimitati da bordure a scogliera; costruì, con grande gioia inventiva, archi in cotto e pietra viva, fontane a rocaille, dai disegni svariati, in cui vengono collocate sculture in pietra o in cotto, inseriti minerali, conchiglie, piastrelle in ceramica, fra il trionfo del lussureggiante capelvenere.

1. Le origini (1872)

Il notaio Carlo Berzio crea villa e giardino a Oggebbio, ispirato dal Lago Maggiore.

2. Stile romantico inglese

Sentieri a zig zag, alberi secolari e scorci scenografici tra luci e ombre.

3. Atmosfera e cura dei dettagli

Archi, fontane, sculture, pietre incastonate e tasche per i ciclamini.

VILLA ANELLI

Le Origini

Possiamo far partire dal 1872 l’avventura del giovane notaio milanese Carlo Berzio, che, invaghitosi delle bellezze naturali del Lago Maggiore, decise di dedicare gran parte della sua vita alla costruzione di un giardino a Oggebbio e al suo interno di una villa, che ben si armonizza e si collega agli spazi verdi circostanti.

Il giardino, in stile romantico inglese, sfrutta i diversi piani e la pendenza del terreno e risponde genialmente alla loro sfida. I percorsi nei vialetti, che scendono e risalgono a zig zag, fra un gioco di luci e ombre, creato dagli altissimi alberi, ora secolari, costituiscono una continua sorpresa, a ogni svolta, per le diverse vedute che si vengono a prospettare.

Il notaio ideò un impervio reticolo di sentieri tortuosi, delimitati da bordure a scogliera; costruì, con grande gioia inventiva, archi in cotto e pietra viva, fontane a rocaille, dai disegni svariati, in cui vengono collocate sculture in pietra o in cotto, inseriti minerali, conchiglie, piastrelle in ceramica, fra il trionfo del lussureggiante capelvenere.

1. Le origini (1872)

Il notaio Carlo Berzio crea villa e giardino a Oggebbio, ispirato dal Lago Maggiore.

2. Stile romantico inglese

Sentieri a zig zag, alberi secolari e scorci scenografici tra luci e ombre.

3. Fantasia e dettagli

Archi, fontane, sculture e decorazioni naturali in un giardino unico.

150 Anni di Storia

Il notaio ideò un impervio reticolo di sentieri tortuosi, delimitati da bordure a scogliera; costruì, con grande gioia inventiva, archi in cotto e pietra viva, fontane a rocaille, dai disegni svariati, in cui vengono collocate sculture in pietra o in cotto, inseriti minerali, conchiglie, piastrelle in ceramica, fra il trionfo del lussureggiante capelvenere.

VILLA ANELLI

Le Origini

Possiamo far partire dal 1872 l’avventura del giovane notaio milanese Carlo Berzio, che, invaghitosi delle bellezze naturali del Lago Maggiore, decise di dedicare gran parte della sua vita alla costruzione di un giardino a Oggebbio e al suo interno di una villa, che ben si armonizza e si collega agli spazi verdi circostanti.

Il giardino, in stile romantico inglese, sfrutta i diversi piani e la pendenza del terreno e risponde genialmente alla loro sfida. I percorsi nei vialetti, che scendono e risalgono a zig zag, fra un gioco di luci e ombre, creato dagli altissimi alberi, ora secolari, costituiscono una continua sorpresa, a ogni svolta, per le diverse vedute che si vengono a prospettare.

1. Le origini (1872)

Il notaio Carlo Berzio crea villa e giardino a Oggebbio, ispirato dal Lago Maggiore.

2. Stile romantico inglese

Sentieri a zig zag, alberi secolari e scorci scenografici tra luci e ombre.

3. Atmosfera e cura dei dettagli

Archi, fontane, sculture, pietre incastonate e tasche per i ciclamini.

VILLA ANELLI

Essenze Arboree

+100

gli alberi più antichi

Il notaio ideò un impervio reticolo di sentieri tortuosi, delimitati da bordure a scogliera; costruì, con grande gioia inventiva,

Di notevole interesse altre specie legnose, come diversi rododendri, viburni, Gordonia e ciliegi da fiore. Una connotazione esotica e tropicale viene data dalla presenza costante di palme (Trachycarpus fortunei e Chamaerops humilis) e da alcuni gruppi di bambù di diverse specie, che danno solo un saggio dell’ispirazione esotica e mediterranea del progetto originario, che anticamente comprendeva piante di Eucalyptus, Araucaria, agrumi ed altre piante esotiche.

archi in cotto e pietra viva, fontane a rocaille, dai disegni svariati, in cui vengono collocate sculture in pietra o in cotto, inseriti minerali, conchiglie, piastrelle in ceramica, fra il trionfo del lussureggiante capelvenere.

1. Proprietà della famiglia Anelli

Alla morte di Carlo Berzio, la villa passa alla sorella Giuseppina e al marito Alessandro Anelli.

2. Alberi e specie rare

Conifere, faggi penduli, carpini, cedri e abeti crescono nel parco, alcuni di dimensioni eccezionali.

3. Tocchi esotici e tropicali

Rododendri, palme, bambù, agrumi e altre piante esotiche evocano l’ispirazione mediterranea.

VILLA ANELLI

Essenze Arboree

Nel 1901 Carlo Berzio morì e la proprietà fu ereditata dalla sorella Giuseppina la quale era sposata al nobile avvocato Alessandro Anelli di Milano. Il parco possedeva già allora alcune essenze ad alto fusto. Alcune di esse sono ancora esistenti: fra queste ricordiamo alcune piante di conifere, Fagus sylvatica ‘Pendula’, Carpinus betulus, Cupressus cashmeriana (derivante dal notissimo esemplare dell’Isola Madre), diversi esemplari di Cryptomeria e Cedrus e altri più comuni, come Picea abies, che approfondendo le radici direttamente nel ruscello ha raggiunto dimensioni eccezionali.

Di notevole interesse altre specie legnose, come diversi rododendri, viburni, Gordonia e ciliegi da fiore. Una connotazione esotica e tropicale viene data dalla presenza costante di palme (Trachycarpus fortunei e Chamaerops humilis) e da alcuni gruppi di bambù di diverse specie, che danno solo un saggio dell’ispirazione esotica e mediterranea del progetto originario, che anticamente comprendeva piante di Eucalyptus, Araucaria, agrumi ed altre piante esotiche.

1. L’eredità (1901)

Alla morte di Carlo Berzio, la villa passa alla sorella Giuseppina e al marito Alessandro Anelli.

2. Alberi e specie rare

Conifere, faggi penduli, carpini, cedri e abeti crescono nel parco, alcuni di dimensioni eccezionali.

3. Tocchi esotici e tropicali

Rododendri, palme, bambù, agrumi e altre piante esotiche evocano l’ispirazione mediterranea.

+100

gli alberi più antichi

Di notevole interesse altre specie legnose, come diversi rododendri, viburni, Gordonia e ciliegi da fiore. Una connotazione esotica e tropicale viene data dalla presenza costante di palme (Trachycarpus fortunei e Chamaerops humilis) e da alcuni gruppi di bambù di diverse specie, che danno solo un saggio dell’ispirazione esotica e mediterranea del progetto originario, che anticamente comprendeva piante di Eucalyptus, Araucaria, agrumi ed altre piante esotiche.

VILLA ANELLI

Essenze arboree

Nel 1901 Carlo Berzio morì e la proprietà fu ereditata dalla sorella Giuseppina la quale era sposata al nobile avvocato Alessandro Anelli di Milano. Il parco possedeva già allora alcune essenze ad alto fusto. Alcune di esse sono ancora esistenti: fra queste ricordiamo alcune piante di conifere, Fagus sylvatica ‘Pendula’, Carpinus betulus, Cupressus cashmeriana (derivante dal notissimo esemplare dell’Isola Madre), diversi esemplari di Cryptomeria e Cedrus e altri più comuni, come Picea abies, che approfondendo le radici direttamente nel ruscello ha raggiunto dimensioni eccezionali.

1. Proprietà della famiglia Anelli

Alla morte di Carlo Berzio, la villa passa alla sorella Giuseppina e al marito Alessandro Anelli.

2. Alberi e specie rare

Conifere, faggi penduli, carpini, cedri e abeti crescono nel parco, alcuni di dimensioni eccezionali.

3. Tocchi esotici e tropicali

Rododendri, palme, bambù, agrumi e altre piante esotiche evocano l’ispirazione mediterranea.

VILLA ANELLI

Camelie

+300

varietà di camelie diverse

L’Ingegnere di Saronno, spalleggiato da un gruppo di studiosi come il Prof. Caraffini, dott. Coggiati, cav. Ardizzoia e da esperti coltivatori come Piero Hillebrand, Piffaretti, Zanoni e Mario Carmine, reintrodusse la coltura della camelia in Italia. Poco alla volta furono importate nuove varietà di camelia da tutte le parti del mondo e in particolare dall’Inghilterra, Giappone, Nuova Zelanda, Australia, Stati Uniti e Cina. Le piante venivano messe a dimora in Villa Anelli e piano piano la coltura della camelia andava a impreziosire il vecchio giardino all’inglese, sostituendo il frutteto e la parte ad ortaggi. Oggi il giardino è letteralmente gremito di piante di camelia; la raccolta è molto eterogenea e rispecchia gusti e mode di varie epoche e diverse culture nazionali.

1. La rinascita della camelia

L’Ingegnere di Sevesi e un gruppo di esperti reintrodussero la camelia in Italia.

2. Varietà da tutto il mondo

Arrivarono specie dall’Inghilterra, Giappone, Australia, Stati Uniti, Cina e Nuova Zelanda.

3. Un giardino ricco e vario

Le camelie sostituirono orti e frutteti, creando una collezione eterogenea e internazionale.

VILLA ANELLI

Camelie

Nella parte storica del giardino, come in ogni altra vecchia villa del Verbano, erano state piantate delle cultivar ottocentesche di camelia, che ancora adesso destano stupore per le loro dimensioni e sono oggetto di studio per la ricerca storica delle vecchie varietà ottocentesche.
Negli anni ’50 l’Ingegnere Sevesi, compagno della proprietaria Alessandra Anelli, rimase ammaliato da alcuni esemplari di camelia in fiore; prese ispirazione da queste piante secolari per quella che poi diverrà la rinascita della camelia in Italia, che durante la prima parte del nostro secolo era stata coltivata e studiata solo marginalmente.

L’Ingegnere Sevesi, spalleggiato da un gruppo di studiosi come il Prof. Caraffini, dott. Coggiati, cav. Ardizzoia e da esperti coltivatori come Piero Hillebrand, Piffaretti, Zanoni e Mario Carmine, reintrodusse la coltura della camelia in Italia. Poco alla volta furono importate nuove varietà di camelia da tutte le parti del mondo e in particolare dall’Inghilterra, Giappone, Nuova Zelanda, Australia, Stati Uniti e Cina. Le piante venivano messe a dimora in Villa Anelli e piano piano la coltura della camelia andava a impreziosire il vecchio giardino all’inglese, sostituendo il frutteto e la parte ad ortaggi. Oggi il giardino è letteralmente gremito di piante di camelia; la raccolta è molto eterogenea e rispecchia gusti e mode di varie epoche e diverse culture nazionali.

1. La rinascita della camelia

L’Ingegnere di Saronno e un gruppo di esperti reintrodussero la camelia in Italia.

2. Varietà da tutto il mondo

Arrivarono specie dall’Inghilterra, Giappone, Australia, Stati Uniti, Cina e Nuova Zelanda.

3. Un giardino ricco e vario

Le camelie sostituirono orti e frutteti, creando una collezione eterogenea e internazionale.

+300

varietà di camelie diverse

L’Ingegnere Sevesi, spalleggiato da un gruppo di studiosi come il Prof. Caraffini, dott. Coggiati, cav. Ardizzoia e da esperti coltivatori come Piero Hillebrand, Piffaretti, Zanoni e Mario Carmine, reintrodusse la coltura della camelia in Italia. Poco alla volta furono importate nuove varietà di camelia da tutte le parti del mondo e in particolare dall’Inghilterra, Giappone, Nuova Zelanda, Australia, Stati Uniti e Cina. Le piante venivano messe a dimora in Villa Anelli e piano piano la coltura della camelia andava a impreziosire il vecchio giardino all’inglese, sostituendo il frutteto e la parte ad ortaggi. Oggi il giardino è letteralmente gremito di piante di camelia; la raccolta è molto eterogenea e rispecchia gusti e mode di varie epoche e diverse culture nazionali.

VILLA ANELLI

Camelie

Nella parte storica del giardino, come in ogni altra vecchia villa del Verbano, erano state piantate delle cultivar ottocentesche di camelia, che ancora adesso destano stupore per le loro dimensioni e sono oggetto di studio per la ricerca storica delle vecchie varietà ottocentesche.
Negli anni ’50 l’Ingegnere Sevesi, compagno della proprietaria Alessandra Anelli, rimase ammaliato da alcuni esemplari di camelia in fiore; prese ispirazione da queste piante secolari per quella che poi diverrà la rinascita della camelia in Italia, che durante la prima parte del nostro secolo era stata coltivata e studiata solo marginalmente.

1. La rinascita della camelia

L’Ingegnere Sevesi e un gruppo di esperti reintrodussero la camelia in Italia.

2. Varietà da tutto il mondo

Arrivarono specie dall’Inghilterra, Giappone, Australia, Stati Uniti, Cina e Nuova Zelanda.

3. Un giardino ricco e vario

Le camelie sostituirono orti e frutteti, creando una collezione eterogenea e internazionale.

Villa Anelli

di Giovanna Barbara Coggi Anelli.

di Giovanna Barbara Coggi Anelli.

Villa Anelli per la sua storicità appartiene alla rete museale del Verbano Cusio Ossola. Per la straordinarietà delle camelie è inserita nel prestigioso elenco dei “Gardens of Excellence”.

Contatti

+39 3478301368 Benedetta Corneo

+393479402304 Orsola Poggi

+39 3476184584 Andrea Corneo 

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