Le Varietà

Tra le diverse specie presenti in Villa Anelli assumono primaria importanza la pianta del tè (Camellia sinensis), la camelia gialla (Camellia chrysantha), le camelie profumate (Camellia fraterna e C. lutchuensis), la camelia da olio (Camellia oleifera) e la grande camelia bianca di Natale (Camellia granthamiana). Le specie maggiormente presenti sono C. japonica, C. reticulata, C. sasanqua ed ibridi.

Il gruppo di Camellia reticulata, delle quindici varietà originarie dello Yunnan in Cina, si può dire essere una rarità, se non addirittura un primato europeo. Queste piante sono, infatti, difficilissime da riprodurre e, quindi, pressoché assenti in commercio; negli ultimi anni sono diventate oggetto di studio presso la Facoltà di Agraria di Milano.

Straordinaria e suggestiva è la collezione di camelie invernali (C. sasanqua, C. hiemalis e C. vernalis), che mantengono i colori e la freschezza della primavera quando intorno la natura è spoglia e intristita dai geli invernali.

Camellia japonica e i suoi ibridi hanno tale variabilità di colori e forme, che, a volte, sembra trattarsi di fiori diversi. Ci sono varietà a fiore semplice con presenza di un folto centro di stami, forma particolarmente cara ai giapponesi, che, nei secoli scorsi, hanno selezionato una serie di fiori di forma semplice ed aperta, chiamata Higo dal nome dell’omonima provincia giapponese, dove i samurai custodivano preziosamente queste piante.

Il gusto europeo, invece, prediligeva, durante tutto l’Ottocento, forme doppie imbricate senza presenza di parti fertili, dove i giri di petali si sovrappongono fino al centro del fiore, descrivendo spirali che, a volte, assumono una forma perfetta a sette braccia, come nella varietà ‘Vergine di Collebeato’, di cui Villa Anelli vanta l’esemplare più vecchio, diventato anche simbolo della Società italiana della Camelia. Diverse sono le cultivar ottocentesche italiane, presenti in collezione e provenienti da varie parti d’Italia, come ‘Francesco Ferruccio’ e ‘Maria Bagnasco’ da Genova, ‘Virginia Franco’ e ‘Marchesa Margherita Serra’ da Firenze, ‘Paolina Maggi’ e ‘Contessa Lavinia Maggi’ da Brescia, ‘Sacco Vera’ e ‘Conte Cicogna’ da Milano e infine ‘Principessa Clotilde’ e ‘Bella Lambertii’ dal Verbano.

Il gusto degli ibridatori americani si discosta molto da quello degli italiani, dando preferenza a fiori di forma irregolare (spesso peoniformi), dimensioni medio-grandi e colori molto intensi. Presenti in collezione, alcune delle varietà di Camellia japonica che hanno fatto la storia internazionale della camelia in questo secolo; per citarne le più famose ‘Betty Sheffield Supreme’, ‘Elegans’, ‘Giulio Nuccio’, ‘Kramer’s Supreme’, ‘Margaret Davis’, ‘Mrs. D. W. Davis’, ‘San Dimas’, ‘Snowman’, ‘Tiffany’, ‘Tricolor’ e ‘Ville de Nantes’.

Sono state selezionate direttamente dall’Ing. Sevesi tre nuove varietà esclusive di Villa Anelli: ‘Giovanna Barbara’, ‘Alessandra Anelli’ e ‘Erminia Sevesi’. Il censimento delle camelie di Villa Anelli รจ particolarmente impegnativo e tecnicamente difficile, ma da recenti ricerche le piante mature o semimature di camelia sono circa 600 con un assortimento varietale di 300 cultivar.

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gflorist, Suzane Muray